incesto
Nicole Peccato di Sangue
Angel1965
08.08.2025 |
720 |
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"Baciavamo con voracità, la lingua che si intrecciava con il sapore dolce della sua bocca mentre il mio cazzo premeva contro la stoffa..."
PrefazioneCi sono confini che esistono solo per essere infranti. A volte basta uno sguardo, un passo di troppo, un respiro vicino all’orecchio per far saltare ogni regola. Quella notte, io e Nicole li abbiamo distrutti tutti.
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Capitolo 1 – Il Gioco
La casa era calda, l’aria densa di quei pomeriggi estivi in cui ogni movimento rallenta.
Ero sul divano, distratto, quando Nicole entrò con i suoi pantaloncini corti e una maglietta annodata in vita che metteva in mostra la sua figura. I capelli raccolti lasciavano qualche ciocca sciolta sul collo.
— «Ciao zio…» disse con un sorriso malizioso, sedendosi accanto a me.
Il suo profumo era dolce, avvolgente.
Si muoveva sul divano con movenze sensuali, la maglietta che scopriva un pezzo di pelle della sua schiena e della sua fica liscia e invitante.
— «Fa caldo oggi…» sospirò, lasciando cadere i capelli sulle spalle.
Io la guardavo, la bocca asciutta, il cazzo già teso sotto i pantaloni.
Quando lei si piegò per prendere il telecomando, il suo culo si scoprì leggermente sotto i pantaloncini, attirando tutta la mia attenzione.
— «Scusa…» disse come se fosse sorpresa di quel mio sguardo, ma c’era una scintilla nei suoi occhi.
Ci sfioravamo, quasi senza volerlo, ma sentivo che la tensione tra noi era più forte di ogni precauzione.
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Capitolo 2 – L’Innesco
La pioggia batteva fuori, mentre dentro la cucina si accendeva una fiamma diversa.
Nel buio, la luce del frigorifero illuminava Nicole in canottiera corta, piedi nudi sul pavimento freddo, la pelle bianca che risplendeva come porcellana.
— «Zio…» sussurrò girandosi verso di me.
— «Non riuscivo a dormire.»
— «Nemmeno io.»
Fece un passo avanti, e il calore del suo corpo si fece sentire subito. Le sue curve morbide, il suo culo perfetto a un passo da me, l’odore della sua fica che mi fece venire il cazzo duro in un istante.
— «Sai che questa è la tua maglietta?» disse, sfiorandomi col fianco.
— «E tu sai che non dovresti…»
— «E se volessi?»
Le mie mani afferrarono i suoi fianchi, sentendo la pelle calda sotto la canottiera sottile.
— «Bagnata?» chiesi, toccandola.
— «Colpa tua.»
La sua voce era roca, sensuale, e quel respiro caldo mi sfiorò le labbra mentre ci avvicinavamo sempre di più.
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Capitolo 3 – L’esplosione
Le mani non lasciavano più niente al caso, sfiorando ogni centimetro della sua pelle calda e sudata.
Il suo corpo era un invito continuo: il seno morbido sotto la maglietta, la sua fica lucida e umida che premeva contro la mia mano, il culo che si muoveva lento sotto i miei palmi.
Baciavamo con voracità, la lingua che si intrecciava con il sapore dolce della sua bocca mentre il mio cazzo premeva contro la stoffa.
Ogni tocco era una promessa, ogni gemito un ordine a cui rispondevo con movimenti lenti e profondi.
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Capitolo 4 – Il ritmo
Entrammo in camera, e la festa del corpo prese ritmo.
Il cazzo entrò nella sua fica con delicatezza prima, poi con voglia e forza. Lei muoveva il culo contro di me, spingendo come se volesse fondersi dentro di me.
I baci erano taglienti, a volte dolci, spesso sporchi. Le sue mani mi afferravano forte, graffiandomi la schiena mentre le mie dita stringevano i suoi fianchi, sentendo ogni contrazione, ogni brivido.
Il respiro si faceva sempre più corto, il ritmo accelerava: spinte lunghe, colpi rapidi, fino a che sentii il suo corpo tendersi, il suo culo premere contro di me con forza.
— «Sto venendo… sto venendo nel culo!» gridò con la voce rotta dal piacere.
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Capitolo 5 – L’epilogo infinito
Il cazzo scoppiò dentro di lei, la sborra calda che la riempiva completamente.
Ma non finimmo lì: restammo uniti, i corpi tremanti e sudati, continuando a muoverci a un ritmo lento e dolce, senza staccarci.
Lei veniva ancora, ogni volta più debole ma desiderosa, mentre io esplodevo più volte, sentendo la sua fica e il suo culo che mi stringevano come un fuoco vivo.
I baci erano lunghi, il sapore di sborra e sudore ci avvolgeva, mentre restavamo stretti, persi in un’onda infinita di piacere e desiderio.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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